Introduzione al Vanatrú

La parola Vanatrú è il neologismo “fede ai Vani” entrato in uso nel 1990. Il termine descrive la pratica di quei pagani (politeisti) europei che si concentrano principalmente sul culto di Frey, Freya, e Njörđ (Nerthus/Hel), dei Giganti e del GinUr primordiale, quale contenitore del seme runico.

Le differenze con l’Asatrú sono nella cosmologia, nell’ortodossia (ovvero il vivere seguendo la sacralità del sentiero) e nell’ortoprassi (il corretto disciplinare attraverso le regole e norme comportamentali). Il Vanatrú non si limita ai soli Dei germanici, ma potrebbe essere usato da tutti i devoti del “Vanico”, cioè (filologicamente) da coloro che venerano il Pantheon del Nord Europa come nella tradizione Baltica, Lappone, Sami o qualsiasi ceppo di “valenza” preindoeuropea. “Sentiero”, “religione”, “tradizione”, ed “insegnamento” sono la chiave di lettura della moderna concezione applicata alla “Stregoneria” dei Vani.
Lo Snorri localizza la terra dei Divini Autoctoni presso il Delta del Don con una società ben distinta dagli Æsir. Essi sono divinità della fecondità e rappresentano tutto ciò che è il forte legame con la natura circostante ed il suo rigenerante costruttivo e distruttivo. Il Vanatrú (Vana, variante del nome dei Vanir, e trú; letteralmente quindi “fede nei Vani”) ha due punti focali: esporre una tradizione scissa nettamente dall’Asatrú, anche se ne va di pari passo ed in simbiosi, soprattutto nello sviluppo della ritualistica; riesumare una pratica stregonica (sciamanica e necromantica) legata al culto degli Antenati e delle divinità/giganti legate ai mondi di Sotto. Il Vanatrú, come detto, localizza il culto madre nella stirpe dei Vanir, abili conoscitori del Seiðr e della Stregoneria Runica, legata formalmente alla grande opera naturale (assolutamente di matrice necromantica) ed ha una visone staccata da quella psicologica e comportamentale dell’Asatrú.

Lo stesso Vanatrú, così modernamente inteso, è legato al rapporto Uomo-Dei-Ambiente-Regno dei Morti; l’Asatrú invece è maggiormente centrato sui valori sociali e lo sviluppo personale dell’essere umano. Il termine è ancora un “non” distintivo contenuto all’interno delle comunità degli Asatrur, piuttosto che rappresentare una denominazione autonoma.

Tra le associazioni che promuovono tale sentiero in Italia, solo l’Associazione Politeista Il Bosco di Chiatri si lega come celebrazione al culto del contesto “Fyrsidùr” che diviene cosi parte integrante della fazione del Vanatrú. Il Fyrnsidu (nome derivato dall’unione del termine inglese antico fyrn, letteralmente “vecchio” o “antico”, e sidu o seodu, che letteralmente significa “tradizione”; nel complesso significante quindi “vecchia religione” o meglio, più appropriato “sentiero”), chiamato anche Forn Siðr in antico norreno o in idioma scandinavo moderno Forn Sed, che attualmente prende corpo in Danimarca in Norvegia ed in Inghilterra. Concetto base dello stesso è la manifestazione divina che permane in tutte le forme della natura, nella pienezza di una ripresa ancestrale, arcaica e imprescindibilmente occulta dei culti europei.

ENG.

VANATRÚ (ITALIA)

Introduction to Vanatrú

First of all, what does the word Vanatrú mean? Actually, it is a neologism which came into use since 1990. It is composed by the genitive form of the plural masculine noun Vanir, which identifies the principal deities of the norse pantheon (therefore Vana), plus the Icelandic noun trú (translated in “faith”), assuming the meaning of faith in the Vanir.

Finally, with this assumption, we could say that the term resumes all those practices of those european heathens (polytheists) who focused their spirituality on the cult of Freyr, Freyja, Njörđ (Nerthus/Hel) as well as the Jötunn and the GinUr, considered the primordial core of the runic seed.

The main differences with Asatrú or other heathen ways are found in the consideration of thecosmology, orthodoxy (i. e. the living of the sacredness of the path) and in orthopraxis (disciplinary point of views with some common behavioral norms). Vanatrú is a term which embraces different contexts because it isn’t limited to the Germanic gods. Actually, it could be used by all devotees of the “vanic”, which – in other words – is a philological noun used to describe all those who worship and follow the north European pantheon in all its forms, such as in the Baltic and Sámi traditions and, by extensions, any branch which has its roots in pre-indoeuropean Old Europe.

Path, spirituality, Tradition, awareness, personal growth and Memory are some of the key conceptsto understand this path, strictly connected to the european witchcraft, expression of the Vanir cult.

During the middle ages, Snorri locates the fulcrum of the autochthonous divines in the Don delta, distinguishing them from the Æsir.

They [the Vanir] are fertility gods, representing a link with the Nature which surrounds everyone and, in particular, its regenerating constructive and destructive system. Considering that aspect, Vanatrú wants to bring back another ritualistic and spiritual component: the ars stregona, cleansedfrom monotheism’s ideas, closely associated to the essential necromancy and the shamanistic approach and related to the Ancestors’s cult and to the deities/giants connected to the Underworld. Obviously, these are only few parts of the approach that Vanatrú is pursuing, due to the localization of the real cult in the Vanir – as above mentioned, considering them as bearer of seiðr and of the runic knowledge and witchcraft, strictly linked to the secrets of Nature and its great essence (of necromantic nature).

In Italy there are different heathenry associations however, nowadays, only one of them promotes Vanatrú in such country and abroad: the Associazione Politeista “Il Bosco di Chiatri, which introduces in the vanic path the Fyrsidùr (on. FornSiðr, oe. Fyrnsidu or in modern idioms FornSed), whose concept is connected to the divine manifestation which persists in all the forms of nature, in the fullness of an ancestral, archaic and necessarily occult revival of ancient europeancults.

Ultimately, to gain a more complete vision, our association has recently opened a complementary Thursatrú section (i.e. truth in the Giants, the Helpath) which embraces every esoteric and exoteric aspect of the norse spirituality, it considers the role of each part and counterpart and the real importance of the opposites and their role in the revolutionary aspect.

La versione integrata in lingua Inglese è a cura di Federico Pizzileo con la revisione di Irene Benetti Valentina Moracci

per il

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