Articolo del Vanatrú Italia originariamente pubblicato su Alb Italia.

I Giganti per la tradizione scandinava sono essenza primordiale ed archetipale di ciò che poi si svilupperà nelle forme di deità a noi note. Studiare il ruolo dei giganti è fondamentale per tutto il sistema esoterico e mitologico europeo ed euro asiatico.

Il nostro gruppo (Vanatrú Italia) ha come scopo la rivalutazione di questa essenza contenitore di simboli idee e numero che si manifestano dal caos primordiale (Gin Ur).

Il caos è matrice dei giganti, che nell’atto di definizione creatrice diventa armonia e numero. È impossibile disgiungere tale apporto nella creazione dei modelli europei, soprattutto quelli scandinavi. Il gigante, in lingua lo Jötunn, è il δαίμων (dáimōn). È l’essenza mediatica che per noi crea e dispone.

Cultuare i giganti significa raggiungere la consapevolezza primaria che estende la realtà vivifica. Significa riconoscere la natura e l’essenza dei contesti che nascono come uniti per poi convergere in corporature essoteriche di valore manifesto (caos/ordine; demone/deità/manifestazione naturale)

I Giganti rappresentano le forze del caos primigeno e primordiale, di natura distruttiva ma fortemente creatrice.

Dalla “Stregoneria dei Vani”:

[…] Sono conservatori del seme del mistero iniziatico, come Jormudggander e Fenrir, figli di Loki, Giganti di grande sapienza ed astuzia. Se osserviamo le tracce dell’Old Norse, troviamo due parole che ricorrono nel norreno antico: Màttr e Megin, parole dal significato enigmatico e arcaico. Màttr, come osserva il De Vries, è la forza che si manifesta in ogni essere in modo autonomo, mentre Megin è la forza di connotazione magica e sovrannaturale. Le due parole unite in una sola espressione, vengono spesso associate al termine «uomini senza Dio», «atei». Connotazione del tutto errata, poiché gli stessi, nella traslitterazione, appaiono nella trascrizione di molte saghe: a’ màttr sinn ok megin, che significava «nella propria forza e nel proprio potere (occulto)»; sta ad assimilare solo la fattispecie che ogni elemento ha, nella sua manifestazione divina e nell’idea espressa in un misterioso potere. Questo è il potere ambito dagli Dei di Asgard, ma di sola appartenenza ai Giganti […]

Figure come Odino sono fondamentali per il ripristino dei sistemi che si evolvono nella struttura dell’esoterismo indoeuropeo, ma sono antitetici sull’evoluzione del demone. Odino è la figura più controversa e splendidamente enigmatica che l’autorevolezza del mito ci propone, ma ha subito una folta distorsione da parte dei fautori dei sistemi patriarcali, e questo ha creato una scissione tra Jötnar e Deità.

È importante dissociare da tale interpretazione e proiettarsi alla ricerca dell’essenza che antecede la posizione (medievalmente ricostruita) Odinica.

I sistemi demonologici sviluppati in antitesi alle forme prima esposte, sono la chiave di lettura per ogni pratica esoterica che richiama la valenza di tutte quelle correnti che fanno da ponte tra il reale studio eteno e le fondamenta della mano sinistra.

L’Etenismo non è solo una romantica visione del mito e delle culture.

Dalla “Stregoneria dei Vani”:

[…] Il movimento moderno eteno ha radici nel Romanticismo, quando si diffuse una sorta di ripresa malinconica del misticismo germanico, che portò alla conseguente crescita di un forte sentimento nostalgico nei confronti delle tradizioni germaniche. Queste tendenze incrementarono l’interesse per la riscoperta e lo studio delle antiche proiezioni del mondo, dei costumi e delle pratiche religiose. Alcune di queste pratiche sono attribuibili ai Norreni, Anglo Sassoni, Goti e fasi Germaniche. La crescita del movimento, non solo in America ma in tutto il mondo, ha visto volti come Helena Blavatsky, Dion Fortune, Aleister Crowely e Guido von List, con i suoi «forzati omo- loghi» […]

Lo studio delle antiche proiezioni del mondo dei costumi e delle pratiche religiose ha influenzato la parte “vivifica” e “parziale” della rievocazione religiosa di un culto (scandinavo/germanico ed euroasiatico (slavo/russo) che si ripropone nel paganesimo, da non confondere con il neo paganesimo che si accorpa i procedimenti del tutto creati della forma “multireligiosa” e fin troppo sincretica della wicca.

Questo per specificare la realtà etena, spesso confusa.

Per concludere il discorso sul demone eteno, bisogna puntualizzare la peculiarità governante dei modi che è localizzata da noi e non solo da noi, nella figura di Hel, che diventa cardine della trascendenza Lokiana e della capacità sciamaniche di Ýmir.

Il tutto per la produzione costante e ciclica dei Ragnarök che come trasformazioni demonologiche si estendono fino al risorgere dei demoni su terra.

Per maggiori informazioni:

Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Rún, i tre aspetti di una Runa, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Helvíti Svarturgaldur, Manuale pratico di Opera Necromantica Nord Europea, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Tröld*R: il Fjölkynngisbók. Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo, Anaelsas edizioni.

*Gli “share” senza citazione della fonte sono elemento di querela poiché si ledono gli elementi del copyright sanciti dalla legge italiana*

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