Le tribù germaniche offrivano sacrifici sia ai luoghi considerati da loro sacri che agli Dei personificati.

I sacrifici servivano per influenzare in un certo senso il potere, per poi attuarne magia o stregoneria consona alla comunicazione che si voleva ottenere, non attraverso la manipolazione ma per uno scopo ben preciso.

In particolare le armi deliberatamente rotte erano probabilmente anche un dono di sacrifici preventivi. Forme documentate di sacrifici nelle tribù germaniche, sono l’enfasi dei doni votivi nei luoghi sacri come le brughiere, le sorgenti, le cascate, le pietre e il tipo di dono che dipende sempre dalla risposta “richiesta” dalla divinità: miniature di barche ormeggiate vicino a Nors nello Jutland erano il desiderio di un mare sicuro e le armi deliberatamente rotte di altri reperti di lande danesi (ad es. Hjørtspring sull’isola di Als) sono indubbiamente connesse con il desiderio (o grazia) per la vittoria in guerra; oltre a questi ci sono anche doni di cibo e strumenti domestici.

Il sacrificio del cibo era una delle forme più importanti di sacrificio tra i popoli del CentroNord europeo, in cui l’animale macellato veniva mangiato dalla comunità che sacrificava. Veniva onorato e poi cotto in fuoco purificatore.

Il Blót vedi anchehttp://vanatru.it/rituali-e-blota (blóta ‘sacrificare’, Gothic, OE blotan) rituale tipicamente scandinavo e germanico significa difatti ‘rafforzare (il dio)’ spesso attraverso un dono e non appartiene etimologicamente ad altre realtà rituali. 

Probabilmente ed originariamente in Heimskringla ( Hákonar saga góða 14) Snorri fornisce una descrizione del sacrificio in Norvegia: Sigurð, Jarl of Hlaðir, erano  atti a fare sacrifici ed a sacrificarsi secondo l’antica tradizione di Thrandheim.

Dal nettare sacrificale (hlaut) un ramoscello (hlautteinn) tutte le caratteristiche di una ritualità descritta e raccontata da fonti storiche a discapito di chi ancora ignorantemente decanta la non presenza di fonte per una ricostruzione parziale di una delle più belle opere di tradizione scandinava legate alle pratiche connesse al Vanatrú. (Vedi anche http://vanatru.it/blotan-tracce-archeologiche )

Difatti il festival di sacrifici più dettagliato in Islanda è legato alla saga di Eyrbyagja saga4.

I riti sacrificali, come tutta la pratica etena non gode di libera interpretazione, erano tutte, per quanto più complesse di quanto possiamo riconoscere dalle fonti disponibili, piene di regolamenti specifici, un esempio di ciò è dato da un passo specifico dell’ Hávamál (144):

(Se) sai come intagliare (rísta

Sai come consigliare (ráða), 

Sai come colorare (fá)

Sai come chiedere (freista), 

Sai come fare un’offerta (biðja), 

Sai come inviare (senda), 

Sai come massacrare (sóa)? “

Presumibilmente in questi versi si ha tutto l’atto rituale nella sua essenza. Le regole compongono la precisione di cui ci spingiamo portatori:

La stregoneria è disciplina” 

Anche la parola send dovrebbe collocarsi come sacrfice, offrire a (Lieberman; Düwel 1970) 

Snorri menziona i principali tempi di sacrifici nella saga di Ynglinga 8: all’inizio dell’inverno per i buoni raccolti, a metà inverno (Yule?) per la fertilità, all’inizio dell’estate per la vittoria. 

Questa sistematizzazione probabilmente non corrisponde alla realtà in quanto il sacrificio primaverile era indubbiamente un sacrificio di fertilità. 

La più alta forma di sacrificio era: il sacrificio umano che sembra essere stato riservato a Odino, come ci dice Tacito (Germania 9). La forma del sacrificio di Odino (appeso e perforato con una lancia) è l’atto supremo del gjöf við gjöf, il sacrificare se stesso per se stesso. Principio di atto sciamanico, dove pochi uomini possono accedere, poiché include una purezza di intenti tale da superare ogni forma manifesta.

Per approfondimenti: 

Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Rún, i tre aspetti di una Runa, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Helvíti Svarturgaldur, Manuale pratico di Opera Necromantica Nord Europea, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Tröld*R: il Fjölkynngisbók. Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo, Anaelsas edizioni.

*Gli “share” senza citazione della fonte sono elemento di querela poiché si ledono gli elementi del copyright sanciti dalla legge italiana*

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